Il caporale è fuori per merenda

Once we were warriors?

Rate this Entry
Un argomento che mi è sempre parso tabù, sia da parte di chi è studioso di cinema, sia da parte dei protagonisti stessi è una certa militanza politica: quella di destra.
Nel cinema la militanza politica di sinistra per certi registi ed attori è cosa nota ed evidente, oltre che una sorta di gallone al merito che viene spesso sfoggiata con orgoglio al contrario di quella di destra.

In questo primo post-blog [ma nemmeno nei successivi] non voglio andare ad analizzare il credo politico non è cosa che mi riguardi, sono più interessato ad analizzare i casi specifici in cui per ragioni anagrafiche, ideologiche o semplice costrizione (Dario Fo ne è un esempio) hanno portato alcuni attori registi, o in linea generale uomini di spettacolo ad aderire dopo l'8 settembre alla Repubblica Sociale Italiana.

La cosa che accomuna queste scelte è (salvo alcuni casi) se non una totale sconfessione perlomeno una certa malcelata reticenza sull'argomento, il che considerando gli anni in cui questi artisti hanno avuto poi la loro esplosione di popolarità è facilmente comprensibile.

Partiamo per gradi, facendo un piccolo ed incompleto elenco dei nomi più noti e documentabili:

• Raimondo Vianello (Bersaglieri RSI)
• Piero Vivarelli (X flottiglia Mas)
• Giorgio Albertazzi (Legione Tagliamento)
• Dario Fo (GNR battaglione A.MAzzarini)
• Walter Chiari (X flottiglia Mas)
• Enrico Maria Salerno (GNR)
• Marco Ferreri (GNR)
• Ugo Tognazzi (Brigata Nera Autonoma "Giovanni Gentile" già "Cremona")
• Marcello Mastroianni (Istituto Geografico Militare e successivamente TODT)
• Renzo Montagnani

Quello che salta subito all'occhio è che da questo elenco sono alcuni nomi che avrebbero poi negli anni cambiato decisamente colore, un cambio che colpì anche molti altri ex. Per chi vuole approfondire l'argomento da un punto di vista prettamente storico/ideologico a riguardo esiste un ottimo libro "fascisti rossi" di Paolo Buchignani che spiega questa migrazione da Salò al PCI tra il 43 e il 53.

Dall'elenco ho volutamente escluso dall'elenco altri nomi noti di cui esistono voci, illazioni o comunque fonti scarsamente verificabili (due esempi su tutti Gina Lollobrigida o Alida Valli).

In sostanza l'argomento è senza dubbio interessante per alcuni dei personaggi citati, e contando sul fatto che i tempi sono decisamente maturi, credo sia possibile affrontare l'argomento con una certa distaccata lucidità.

Diceva Raimondo Vianello: “Io non rinnego niente". Dichiarazione questa fatta ad un giornale alla vigilia del Festival di Sanremo, una presa di posizione forte e coraggiosa che avrebbe potuto alzare un vespaio.

Decisamente più forti a riguardo le dichiarazioni rilasciate da Vivarelli a Massimo Fini e contenute nel documentario "Salò e la XMAS" :

- "Sono stato anch'io un volontario della xmas, avevo 16 anni, oggi è molto facile giudicarci però col senno di poi. Nessuno considera quello che era l'humus culturale nel quale ci muovevamo, nessuno di noi sapeva dei lager di sterminio, come nessuno sapeva nulla dei gulag staliniani.
Molti personaggi, molti maestri che allora scrivevano sui giornali soprattutto quelli giovanili(...) non è che ci abbiano aiutato molto, parlo di Pietro Ingrao di Pintor di Giorgio Bocca, i loro erano articoli critici ma sempre nell'ambito di una stampa di regime, nessuno mai ci fecer capire quanto fossero gravi le leggi razziali del 1938 che purtroppo ci passarono sopra come acqua" -

**CONTINUA**

Submit "Once we were warriors?" to Digg Submit "Once we were warriors?" to del.icio.us Submit "Once we were warriors?" to StumbleUpon Submit "Once we were warriors?" to Google

Tags: None Add / Edit Tags
Categories
Uncategorized

Comments

  1. Ugondo Vianazzi's Avatar
    Tognazzi, in un'intervista fatta durante gli anni '70, disse: "All'epoca, se non avevi la tessera [del partito; ndUV] non lavoravi...".

    Lo stesso Ugo Tognazzi venne arruolato nelle FF.AA. (erano, d'altronde, tempi di guerra e la leva militare era obbligatoria), mi pare in Marina (lui che non sapeva nuotare!) e fece il servizio a La Spezia come "intrattenitore delle truppe"; ma, come lui stesso racconta:

    "...Quando mi mandarono via dalla Negroni per via delle frequenti assenze dovute alle recite per le FF.AA., andai dal fiduciario e gli dissi: guarda che quelli mi hanno sbattutto fuori. La colpa in parte è vostra. Ora che faccio? Mi misero in camicia nera e mi dettero un tavolino nell'anticamera del comando. Durò poco, non più di sei mesi."

    [Nato Martinori - Il tempo dele 12 gambe 12, in "radiocorriere" 20/26 giugno 1971

    AGGIUNGO (se la connessione non cade per la terza volta di fila!), che Raimondo Vianello nasce in una famiglia aristocratica zeppa di militari, alti ufficiali delle FF.AA. e un suo fratello era generale dell'Aeronautica Militare.
    Updated 01-02-2010 at 16:45 by Ugondo Vianazzi (Notevoli problemi con la connessione Internet)
  2. Green Jelly's Avatar
    Se la memoria non m'inganna il padre di Vianello, Guido, era addirittura ammiraglio nella Marina militare.
    Visto il tuo nick comunque credo che riguardo a Vianello e Tognazzi ne sai sicuramente più di me.
  3. Ugondo Vianazzi's Avatar
    Esattamente, il padre di Raimondo Vianello era ammiraglio e suo zio vice-comandante della flotta italiana e tutore del Duca di Spoleto. La famiglia Vianello pare fosse storicamente e tradizionalmente legata alla Marina Militare e alla famiglia Savoia. Niente di strano, dunque, che in quei tempi e con quel regime, ci fossero delle adesioni alla RSI. Raimondo Vianello studiava, da giovane, per entrare nel corpo diplomatico, poi scoprì la sua verve umoristica e iniziò la sua carriera nella "rivista" (con gran dispiacere del padre).
  4. Frank Costello's Avatar
    Riguardo Mastroianni posso dirti che entrò nell' Istituto Geografico Militare per aiutare la famiglia in difficoltà (il padre Ottorino era un antifascista convinto e aveva avuto problemi in parecchie città d'Italia) e anche Marcello ebbe casini con i fascisti e poi con i tedeschi, mi sembra fu addirittura imprigionato. Non si è mai schierato, in seguito.

    Per quanto riguarda Montagnani, alcuni dicono simpatizzasse per l'MSI, però ha partecipato a ''12 dicembre'' di Bonfanti/Pasolini con Volontè...???
  5. raffaele1961's Avatar
    Quote Originally Posted by Frank Costello
    Riguardo Mastroianni posso dirti che entrò nell' Istituto Geografico Militare per aiutare la famiglia in difficoltà (il padre Ottorino era un antifascista convinto e aveva avuto problemi in parecchie città d'Italia) e anche Marcello ebbe casini con i fascisti e poi con i tedeschi, mi sembra fu addirittura imprigionato. Non si è mai schierato, in seguito.

    Per quanto riguarda Montagnani, alcuni dicono simpatizzasse per l'MSI, però ha partecipato a ''12 dicembre'' di Bonfanti/Pasolini con Volontè...???
    Mi inserisco in questa discussione che trovo di notevole interesse anche perchè dopo tanti anni è giusto parlarne.
    Trovo strano che Montagnani fosse simpatizzante missino soprattutto per la sua partecipazione a questo film documentario che era di Pasolini. Quella volta chi era di destra era ghettizzato dal mondo di un certo cinema d'autore.
    Il grande Mastroianni era sicuramente un antifascista come la sua famiglia, fu sempre di sinistra e anzi in Francia fu sempre sostenitore del partito comunista
    In quegli anni molte persone per vivere dovettero collaborare o lavorare con la Repubblica Sociale. Poi alcuni aderirono con convinzione e una sincera fede. Altri pur fascisti convinti al tempo come Dario Fo divennero poi delle figure importanti della sinistra.
    Non conoscevo l'intervento di Raimondo Vianello prima della partecipazione a Sanremo indubbiamente coraggioso
    Riguardo ad Alida Valli che non fu mai fascista le poche accuse di fascismo forse sono dovute alla sua partecipazione al film Noi vivi addio Kira un film fortemente anticomunista. Il film a mio parere bellissimo per l'epoca attaccava soprattutto l'ideologia stalinista ma anche tutte le ideologie totalitarie che negano la libertà della persona, come molti anni dopo Il dottor Zivago, ma curiosamente il film subì la censura fascista e fu osteggiato da Mussolini che aveva capito il significato antidittauriale del film. La Valli dal 1943 si rifiutò di lavorare a film di propaganda fascista e non aderì alla cinematografia della Repubblica Sociale. Nel dopoguerra fu attrice a Hollywood e vi assicuro che se fosse stata fascista non sarebbe nemmeno potuta entrare. Fu attrice anche nel bellissimo film Strategia del ragno di Bernardo Bertolucci un regista legato al partito comunista che ra anche suo amico .
    La Todt era l'organizzazione tedesca del lavoro. la Todt era attiva nelle zone controllate dai tedeschi (Alto adige Friuli Venezia Giulia Istria) . Non fu una organizzazione militare Tutti i giovani e gli uomini dai 16 ai 65 non arruolati venivano praticamente costretti a lavorare per i tedeschi nei settori dall'agricoltura all'edilizia alla piccola industria. Alcuni vennero inviati a lavorare in germania nell'industria bellica Bisogna ricordare che molti scelsero la Todt per evitare di fare il servizio militare.