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Thread: Il demonio (1963, Brunello Rondi)

  1. #11

    Default Re: Il demonio (1963, Brunello Rondi)

    Sui perchè dell'eliminazione della spider-walk dal film di Friedkin sono state date molte versioni, una delle quali relativa alla scarsa qualità tecnica dell'effetto speciale (nel rimontarla ai giorni nostri avrebbero ritoccato digitalmente la scena). Ma forse il motivo reale sta negli scarsi risultati a livello spettacolare. Diciamocelo, quella scena (che non rischiava l'accusa di plagio perchè estrapolata dal romanzo di Blatty) non funziona, spezza la tensione emotiva creata dalla notizia Attenzione! Spoiler! Evidenziare la striscia nera per visualizzarlo!

      della morte di Burke Dennings 

    (basta riguardarsi il montaggio del 1974 per farsi un'idea). Friedkin l'ha rimontata semplicemente a scopo commerciale, lui tante cose a suo tempo le aveva scartate in moviola poichè non le considerava valide. In tal senso devo dire che nel film di Rondi tale situzione è resa in maniera assai più impressionante ed efficace, e sì che non si tratta di un horror a pieno titolo...

  2. #12

    Default Re: Il demonio (1963, Brunello Rondi)

    Quote Originally Posted by luciferrising View Post
    Io l'ho visto anche recentemente sui 20 euro.
    io l'ho pagato 5 euro alla Comet, non so se nelle varie filiali costì così o se son stato fortunato io.
    L'uomo alla donna non può dire no

  3. #13

    Unhappy Re: Il demonio (1963, Brunello Rondi)

    Quote Originally Posted by johnnyb View Post
    io l'ho pagato 5 euro alla Comet, non so se nelle varie filiali costì così o se son stato fortunato io.
    Allora sei stata molto fortunata perche' e' uno di quei film che non scende di prezzo , un mio amico lo trovo' usato e me lo presto' da vedere e mi piaque molto per le ambientazioni e per quello che ha gia' detto chi mi ha preceduto ... ma " L'Esorcista " , per me rimane inarrivabile ... molto bene per la scena della ragno-camminata tagliata , ma le altre si potevano lasciare secondo me ... a parte il finale che ho preferito in prima versione , e gia' che siamo in tema , nella director's cut , quando padre Carras e Merrin arrivano in casa Regan , l'urlo " Merrinnn " non si sente per niente !!!

  4. #14
    Cannoniere (a salve) Ugondo Vianazzi's Avatar
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    Default Re: Il demonio (1963, Brunello Rondi)

    Visto solo ieri sera, registrato da RAI3 qualche giorno fa.


    Dopo una fugace avventura con un giovane uomo gia fidanzato e prossimo al matrimonio, Purificazione, un'introversa ragazza che vive in uno sperduto paesino della Lucania, anziché archiviare il fatto, perde la testa e s'innamora pazzamente del suo amante. Arriva al punto di ordire un sortilegio per legarlo a lei. Ma il giovane convola a giuste nozze con la sua fidanzata ufficiale e Purificazione non riesce a sopportare il colpo. Intanto, in paese, iniziano a verificarsi strane situazioni...

    Una buona idea gestita non proprio bene dal regista e dai suoi collaboratori (tra gli altri, Sergio Martino, che funge da assistente alla regìa). Innanzitutto, vorrei sottolineare la buona prova dell'attrice israeliana Dahlia Lavi - a breve distanza girò anche La frusta e il corpo diretta da Mario Bava (1963) - che conferma di essere un'attrice preparata, autosufficiente, generosa e dotata di gran presenza in scena. IMHO, assai meno positiva, invece, la prova di Frank Wolff (non certo una novità), mentre il resto del cast, composto per la maggior parte da attori non-professionisti e gente presa dalla strada in puro stile "tardo-neorealista", se la cava egregiamente. Purtroppo, però, il film non prosegue sul tracciato dei primi venti minuti, diventando via-via sempre meno scorrevole a causa del tentativo di accorpare scene su scene, trascurando il filo della narrazione. Il problema principale è attribuibile alla sceneggiatura che sembra più orientata ad illustrare le superstizioni, i riti e gli scongiuri tipici dell'arcaica cultura popolare del mezzogiorno (al film ha collaborato anche un esperto antropologo dell'Università di Cagliari) piuttosto che il dramma interiore della protagonista. E a proposito di quest'ultima: non si possono non notare delle macroscopiche somiglianze tra il film di Brunello Rondi e Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci (1972): 1) il personaggio di Purificazione, infatti, è molto simile a quello della "maciara" interpretata da Florinda Bolkan; 2) l'ambientazione del film di Rondi ricorda in tutto e per tutto quella utilizzata per il futuro successo fulciano; 3) il personaggio di Zi' Giuseppe (nel film di Brunello Rondi) è praticamente identico al quello di Zio Francesco interpretato dal grande George Wilson (con tanto di baracca e rituali agro-esoterici)!!! Poi, avete anche gia segnalato la scena dello spider-walk durante l'esorcismo in chiesa - davvero inquietante...

    Nonostante stacchi bruschi e assenza di segni d'interpunzione più diversi errori in fase di illuminazione (le luci cambiano, insensatamente e in maniera piuttosto drastica, da un'inquadratura all'altra pur all'interno di una stessa scena!), Brunello Rondi dimostra di avere un "buon occhio" e gusto per l'inquadratura, mai disequilibrata e quasi sempre significativa. Qualche riserva anche per quanto riguarda la fotografia: si spazia da Ejzensteijn a Rossellini, in un alternarsi indeciso in cui, spesso, assume tonalità e sfumature più adatte ad una commedia all'italiana piuttosto che un horror o un film drammatico. Peccato perché, torno a dire, l'idea di base era piuttosto interessante e pur con i pochissimi mezzi a disposizione il tanto per tirare fuori un prodotto più che dignitoso c'era tutto.

  5. #15

    Default Re: Il demonio (1963, Brunello Rondi)

    Mi aspettavo una trama diversa da questo film ma al tempo stesso non mi ha deluso, anzi. La scena dell'esorcismo in chiesa è ben fatta e la camminata della protagonista è tanta roba. Da rivalutare senza dubbio anche per conoscere i riti e le superstizioni che in quegli anni la facevano da padrone in determinate zone dell'Italia

  6. #16

    Default Re: Il demonio (1963, Brunello Rondi)

    Interessante più a livello antropologico che non come film. La storia infatti procede molto lentamente, accumulando situazioni senza una vera progressione, qualcosa che interessi lo spettatore. Del resto Attenzione! Spoiler! Evidenziare la striscia nera per visualizzarlo!

      che la protagonista sia destinata a finire male era chiaro dall'inizio. 



    Suggestive invece sia l'ambientazione che la descrizione dei vari riti semi-tribali della popolazione della Lucania: matrimonio, fiaccolata anti-streghe eccetera.

    Strano sentire la voce fuori campo che irrompe a tre quarti di film, quando non s'era mai sentita prima. Boh.

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