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Thread: Ultimo tango a Parigi

  1. #21

    Default Re: Ultimo tango a Parigi

    Quote Originally Posted by mister.steed View Post
    Qualche forumista lo ha preso? In giro ormai il bd si trova a 9.90... ma si è poi capito se il video è ottimo o schifoso? Vale davvero l'upgrade se si possiede la vecchia edizione Cde a due dischi?

    Da quello che ho letto sulla fascetta mi sembra che il disco degli extra contenga le stesse voci di quello del dvd
    Mi autocito perché alla fine ho fatto io da cavia: appena posso posterò le mie impressioni sul film, sul bd (confrontato col vecchio dvd) e sugli extra di entrambi... stay tuned


  2. #22

    Default Re: Ultimo tango a Parigi

    Rieccomi come promesso a parlare del film "scandalo" di Bertolucci... premetto subito che questa mia visione effettuata col bd del 40° anniversario pubblicato dalla Dall'Angelo è stata la mia prima visione "integrale" e completa del film. Pur possedendo infatti il dvd Cde dal tempo della sua uscita in occasione del 30° anniversario, finora avevo visto il film sempre in maniera frammentaria. Secondo me comunque chi include questo film tra le pellicole "erotiche" o non ha capito nulla del film oppure non lo ha mai visto per intero. Si tratta infatti di un film esclusivamente drammatico e immerso nel dolore e nella disperazione più totale dall'inizio alla fine, dove non c'è sensualità né alcun aspetto gioioso del sesso, in nessun momento. Peraltro Maria Schneider, almeno in questo film, è la personificazione dell'anti-erotismo per eccellenza: solo una persona "disperata" potrebbe riporre attenzione su di lei... e molto probabilmente proprio questo aspetto indusse Bertolucci a scegliere lei, una (non)attrice praticamente sconosciuta. Ad ogni modo si tratta comunque di un film interessante ed epocale, anche per tutte le implicazioni successive alla sua uscita, ma sicuramente, almeno per me, lungi dall'essere il migliore di Bertolucci: le scene con Jean Pierre Leaud, utilizzato dal regista come una sorta di alter ego per controbilanciare l'aspetto disperante del resto del film, sono troppo slegate e, per certi versi - imho - fuori contesto, diventando più ridicole che ironiche. Ma preferisco concludere qui con le mie impressioni e passare subito alla valutazione dell'aspetto tecnico, ripartendo dal dubbio espresso da johnnyb qualche post indietro

    Originally Posted by johnnyb
    ancora non capisco se il blu ray sia ottimo o schifoso, le rece son tutte diverse, possibile?
    Modestamente credo di poter dare una risposta al suddetto interrogativo. Le recensioni del bd son tutte diverse perché effettivamente è la qualità di visione del bd che è altalenante. Ossia, in alcuni frangenti sembra di assistere ad un film recente per la nitidezza dell'immagine, mentre in altri la grana e la definizione scendono ai livelli di un (discreto) dvd. Questo credo che sia dovuto, oltre che alle non molte copie esistenti del film a causa delle note vicende giudiziarie e dei famosi "roghi", al fatto che il master di partenza da cui è stato ricavato il bd è esattamente il medesimo della vecchia edizione Cde, eccezion fatta per i titoli di testa, in italiano per il dvd Cde (un ulteriore buon motivo, oltre al disco di extra, per conservarlo nella propria collezione) e in inglese per il bd Dall'Angelo.

    A supporto di questa mia tesi vi posto qui sotto uno screenshot dei primi minuti del film, preso dal dvd Cde (esattamente al minuto 3:58)



    Cliccando sull'immagine e confrontandola con lo stesso frame preso dal bd (che purtroppo non posso postarvi in quanto il mio pc non legge i bd) potrete facilmente notare come, nell'angolo in basso a destra dello schermo, proprio sul cappotto della Schneider, sia presente un fastidioso "peletto", che rimane in campo per diversi secondi sia nel dvd Cde che nel bd Dall'Angelo, indice che il master utilizzato dalle due edizioni sia il medesimo.

    Nonostante ciò, posso certamente affermare che il bd Dall'Angelo è a tutt'oggi il supporto migliore per visionare il film di Bertolucci al di fuori di una sala cinematografica e per apprezzare al meglio l'originaria sfumatura arancione della fotografia di Storaro. Personalmente preferisco avere infatti qualche caduta di qualità durante la visione piuttosto che assistere ad una pellicola deturpata da filtri su filtri (vedi il bd de "Il Conformista") che piallano le rughe degli attori rovinando per sempre la fotografia originale del film.

    Passando agli extra... come ampiamente prevedibile trattandosi di due label differenti, i due supporti non hanno nessun filmato in comune. Forse solo uno dei filmati può essere considerato simile, ossia quello con il video originale del 1982 di Bertolucci che (ri)presenta il film (in pratica clandestinamente, in quanto all'epoca ancora "proibito") al pubblico dopo dieci anni ad una storica rassegna (intitolata "ladri di cinema") organizzata a Roma negli studi Safa-Palatino da una cooperativa di critici e cinefili. Questo filmato, se la memoria non mi inganna, mi sembra sia integrale nell'edizione bd (circa 10 min.) e parziale in quella dvd. Il materiale è quasi tutto interessante, anche se, data la mole, può capitare qualche ripetizione. Miglior documentario è, come era facile prevedere, uno speciale sul film realizzato in Francia qualche anno fa presente come terzo extra nel disco 2 (un dvd) della versione bd: impeccabile per montaggio, professionalità nella realizzazione e perché coinvolge, oltre a Bertolucci, un numero molto ampio di persone, dalla Schneider a Storaro e molti altri tecnici presenti sul set e studiosi di cinema. La durata è di 53 minuti circa. Il primo extra del dvd allegato al bd è invece un'ampia intervista a Bertolucci realizzata per l'occasione che, seppur interessante, è assai statica in quanto si tratta di una serie di domande fatte a Bertolucci da un misterioso intervistatore, sostituite nel montaggio da una serie di cartelli con la domanda scritta in bianco su sfondo nero. Nel finale del filmato scopriremo trattarsi di una intervistatrice, ma non perché citata nei titoli di coda (assenti) ma poiché si sente la sua voce fuori campo dopo una sorta di "balletto" della telecamera, probabilmente urtata da qualcuno di passaggio.

    Passando alla vecchia edizione a doppio dvd della Cde, nel disco degli extra sono presenti:
    un'altra intervista a Bertolucci (intitolata "30 anni dopo" e realizzata per l'occasione 10 anni fa);
    uno speciale sul film (con interventi - fra gli altri - dello stesso Bertolucci e di Alberto Grimaldi);
    due "speciali" sulla censura:
    uno, più lungo, con un'esperta della commissione censura;
    l'altro, più breve, con Tatti Sanguineti che estrapola i celebri "8 secondi" che furono tagliati dalla commissione censura (e accettati da Bertolucci e Grimaldi) affinché il film potesse uscire regolarmente nelle sale. Il sequestro e "i roghi" vennero infatti successivamente, non a causa della censura ma per via di una signora scandalizzata che, dopo aver visto il film in sala, sporse una denuncia per farlo ritirare per oscenità.
    Last edited by mister.steed; 31-03-2012 at 09:59.


  3. #23

    Default Re: Ultimo tango a Parigi

    Non è certo il miglior film di Bertolucci (la palma spetta a Il Conformista), a rivederlo oggi è zeppo di difetti e qualche volta i dialoghi sono datatissimi e inducono al sorriso più che all'indignazione o allo scandalo di quarant'anni fa, però resta comunque un film grandioso, dolorosissimo, una totale antitesi dell'erotismo (la sessualità come unico rifugio dal male di vivere) con un colossale Marlon Brando e una stupefacente colonna sonora di Gato Barbieri. Si fa notare Massimo Girotti, anche se compare poco. Personalmente l'ho sempre preferito nel doppiaggio originale anglofrancese che nella pur eccellente edizione italiana. Non ho mai compreso lo scandalo intorno a questo film visto che all'epoca usciva roba più tosta riguardo alla rappresentazione della sessualità sul grande schermo. Comunque dopo 40 anni uno dei migliori film su una delle storie d'amore più disperate che mi sia mai capitata di vedere sullo schermo (dopo La Prima Notte di Quiete. film che ha alcuni aspetti simili all'opera di Bertolucci).

  4. #24

    Default Re: Ultimo tango a Parigi

    avendo recuperato dei materiali del film li sto confrontando con una copia, credo presa dal blu-ray dato che ha i titoli di testa in inglese e mi sono accorto che manca la prima battuta di Marlon Brando nel film, che urla, coperto dal treno "cazzooooooo!!"
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  5. #25
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    Exclamation Re: Ultimo tango a Parigi

    In originale Brando urla "Fucking God!". Nella versione italiana la battuta non è stata ovviamente tradotta..
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  6. #26

    Default Re: Ultimo tango a Parigi

    no no la dice è un buco audio del blu-ray, la battuta precisa è "ma che cazzoooo!" e la puoi sentire anche qui (a 6'44")

    https://www.youtube.com/watch?v=qkZv_uNIX_Q
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  7. #27

    Default Re: Ultimo tango a Parigi

    Quote Originally Posted by Zardoz View Post
    In originale Brando urla "Fucking God!". Nella versione italiana la battuta non è stata ovviamente tradotta..
    Nel doppio dvd italiano la battuta non è nemmeno sottotitolata, tanto per dire.

    Ho rivisto il film in versione originale e mi ha annoiato non poco. Lungo e noioso, con punte ridicole (il personaggio di Jean Pierre Leaud, ai limiti del comico involontario). Lunghi dialoghi di spessore nullo, che non portano da nessuna parte. Boh. Si salva la battuta di Brando "Potrei anche arrivare a capire l'universo, ma non riuscirò mai a scoprire la verità su di te".

    I sottotitoli in italiano sulla versione originale del film, che peraltro è parlato in francese ed inglese, sono presi dal doppiaggio italiano, piuttosto infedele in più punti, al di là del bestemmione iniziale.

  8. #28
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    Default Re: Ultimo tango a Parigi

    Quote Originally Posted by Renato View Post
    Ho rivisto il film in versione originale e mi ha annoiato non poco. Lungo e noioso, con punte ridicole (il personaggio di Jean Pierre Leaud, ai limiti del comico involontario). Lunghi dialoghi di spessore nullo, che non portano da nessuna parte. Boh.
    Per riprenderti, ti consiglio una (ri-)visione immediata di Ultimo tango a Zagarol di Cicero, capolavoro assoluto.

  9. #29
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    Exclamation Re: Ultimo tango a Parigi

    Renato in pratica ha scritto quello che ho sempre pensato anch'io. Reputo il film fra i più sopravvalutati della storia, e l'immenso successo commerciale sul nostro mercato mi è davvero inspiegabile e inconcepibile. La Schneider era proprio una dilettante allo sbaraglio, tutte le sue scene con Leaud (se Truffaut avesse saputo quanto cane sarebbe divenuto il suo pupillo, lo avrebbe strangolato subito dopo aver girato "I 400 colpi"!) fan cadere i coglioni da quanto son ridicole, su tutto aleggia l'insopportabile spocchia intellettualoide del giovin Bertolucci (regista da ridimensionare senza indugi, a parte un esiguo numero di opere). Cosa mi impedisce di buttare questo film nel cesso? Bè, Lui, "The Actor", il signor Marlon Brando. Con lui ci sono scene bellissime (il ritorno a casa della moglie suicida, l'incontro con l'amante di lei), e momenti che vanno "al di là" del semplice cinema, e che invece rispecchiano la vita dell'attore, come il monologo in cui rammenta i suoi genitori. Insomma, per "fare cinema", bastava piazzargli la macchina da presa davanti. E questo rende ulteriore onore all'arte recitativa di Brando, che superava spavaldamente un registucolo europeo presuntuoso e le sue pippe pseudo-autoriali, dandogli molto più di quanto effettivamente meritasse.
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  10. #30

    Default Re: Ultimo tango a Parigi

    Quote Originally Posted by Zardoz View Post
    un registucolo europeo presuntuoso
    Stiamo parlando di uno che, a soli trent'anni, aveva girato un film di successo mondiale come "Il conformista".
    "Ultimo tango a Parigi" potrà anche non piacere, ci mancherebbe, ma a 45 anni è un film saldamente impresso nell'immaginario collettivo. Non è roba da poco.
    Brando deve solo essere grato a Bertolucci, l'ha tirato fuori, insieme a Coppola, da una serie di film fallimentari e gli ha regalato un grande successo.
    E' la sua interpretazione più vera e sincera, il film in cui si è messo più a nudo, arrivando a provare paura.
    E Bertolucci l'ha usato al meglio, capendo che era sufficiente costruirgli intorno il film.

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