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Curioso drammone che sembra girato da Matarazzo almeno 15 anni prima.

E invece siamo nel 1967, e il film è pure a colori. La storia è abbastanza classica, per il genere: Attenzione! Spoiler! Evidenziare la striscia nera per visualizzarlo!

  Patrizia è una cantante di night club che una sera incontra un ingegnere (Alberto Farnese): i due si innamorano, ma lei non può sposarlo. Infatti a metà film si scopre che lei è già sposata con un balordo (Sergio Ciani), che è ar gabbio a scontare l'ergastolo. Farnese non lo sa, ma se la piglia in casa comunque e ci fa pure un figlio insieme, il piccolo Bruno. A quel punto lui evade e inizia a ricattare la donna: ma Farnese scopre tutto, così Patrizia decide di entrare in convento (!) in modo da poter vedere il figlio, che va all'asilo proprio dalle suore. Si ripresenta il marito però, armato e pronto a tutto: arrivano i carabinieri e nella colluttazione Ciani uccide la moglie/suora, che prima di morire si sente dire dal figlio le parole del titolo: addio, mamma! 



In tutto questo delirio c'è pure la narrazione secondaria di Michele, il famoso cantante, Attenzione! Spoiler! Evidenziare la striscia nera per visualizzarlo!

  vecchia fiamma di Patrizia, che riappare giusto il tempo di cantare un paio di canzoni (Dite a Laura che l'amo è una) e poi crepa, senza che nessuno ne senta troppo la mancanza. Anzi, francamente ci si chiede dall'inizio che cazzo ci stia a fare nel film. Boh. 



Il film è rintracciabile in una vetusta vhs estera con audio italiano, di quelle per emigrati in Svizzera o Germania, ma credo sia passato anche su Iris in una copia che presumo fosse ben migliore di questa.